Schizofrenia

Cosa è la Schizofrenia?

Schizofrenia deriva dal greco e significa mente separata; si caratterizza, dunque, come un disturbo destrutturante della personalità. Chi ne è affetto perde il contatto con la realtà e si isola in un mondo suo proprio, incomprensibile agli altri, diventa del tutto indifferente a ciò che accade, reagisce in modo assurdo o incoerente agli eventi esterni. La schizofrenia è un disturbo psicotico che compromette tutti gli aspetti della vita del soggetto, interferisce con la capacità dell’individuo di riconoscere la realtà e di gestire le proprie emozioni e influenza anche alcune delle funzioni più evolute dell’essere umano, come la percezione, la memoria, l’attenzione, l’apprendimento.

La schizofrenia è dunque un disturbo mentale grave, esordisce precocemente tra i 18 e i 25 anni e ha un decorso molto lungo, che durerà nel tempo. Colpisce circa l’1 per cento della popolazione, tendenzialmente più gli uomini delle donne, con un rapporto di due a uno e con maggiore gravità.
La caratteristica tipica della schizofrenia è che la persona affetta ha scarsa consapevolezza del disturbo. Il soggetto può percepire che il mondo intorno a lui è cambiato, ma non ha coscienza della malattia. Vista l’insorgenza precoce, che coincide con il periodo adolescenziale, spesso non è facile riconoscerne i sintomi; questo perché i primi segnali possono comprendere un cambiamento delle amicizie, problemi nel dormire, irritabilità, un comportamento tipico anche degli adolescenti sani; inoltre alcuni sintomi possono essere confusi con la depressione. Una combinazione di fattori può far presagire che si tratti di schizofrenia in circa l’80% dei giovani che sono ad alto rischio di sviluppare tale patologia. Tra questi fattori vi sono l’isolamento sociale, l’aumento di pensieri strani, insoliti e sospettosi ed una storia familiare di psicosi alle spalle. Il ruolo degli insegnanti e dei familiari è fondamentale nel notare alterazioni bizzarre del comportamento che possono essere tipiche della schizofrenia.

Sintomi della Schizofrenia

I sintomi della schizofrenia sono molto variabili sia in relazione alla fase della malattia (prodromica, esordio o lungo termine) che alla sottotipologia clinica. Possono presentarsi in momenti critici (episodici) oppure in modo stabile e cronico e generalmente vengono suddivisi in tre gruppi, distinti in positivi, negativi e cognitivi.
I sintomi positivi sono manifestazioni nuove e anomale dovute alla malattia, comprendono i deliri e le allucinazioni che sono disturbi del contenuto del pensiero e della percezione, i disturbi del pensiero e le bizzarrie comportamentali. Generalmente, gli individui che presentano i sintomi positivi della schizofrenia perdono il contatto con la realtà. I sintomi vanno e vengono e in alcuni momenti si manifestano in maniera più severa di altri, a seconda che l’individuo in cui si manifestano stia ricevendo un trattamento terapeutico o meno.
I deliri sono delle errate convinzioni, contrarie alla realtà, durature, fermamente sostenute malgrado le prove del contrario, dissonanti rispetto al contesto di riferimento. Le persone che manifestano deliri possono sentirsi perseguitate, minacciate e comportarsi di conseguenza in maniera aggressiva perché hanno paura che gli si voglia fare del male. I deliri solitamente più frequenti sono quelli di persecuzione, di grandezza, di riferimento, di lettura del pensiero.
Le allucinazioni sono disturbi della percezione, per cui la persona crede di percepire cose che in realtà non ci sono. Chi ne soffre ha erronee sensazioni di sentire voci o vedere persone e immagini che non esistono nella realtà. Si ha una percezione, ma senza l’oggetto. Tipiche sono le allucinazioni uditive, quando la persona sente voci che la insultano, la minacciano, la comandano o commentano le sue azioni.
I disturbi del pensiero sono modi di pensare non usuali caratterizzati dall’incapacità dell’individuo affetto da schizofrenia di organizzare in maniera logica e sensata i propri pensieri. Una forma di disturbo del pensiero è il blocco del pensiero stesso; questo si manifesta quando, ad esempio, una persona improvvisamente interrompe l’espressione verbale del proprio pensiero nel bel mezzo di un discorso.
Il comportamento bizzarro e disorganizzato può manifestarsi con movimenti agitati del corpo che possono ripetersi molte volte. In casi estremi, l’individuo può diventare catatonico. Ad oggi, lo stato catatonico sopraggiunge raramente, soprattutto quando il trattamento non è disponibile.

I sintomi negativi derivano dalla perdita di capacità che erano presenti prima dell’esordio della malattia e comportano ritiro sociale, isolamento e distacco dal mondo. Sono spesso preceduti da alterazioni più subdole del comportamento quali stravaganze per esempio nell’abbigliamento o l’interesse verso materie, come ad esempio l’astronomia, la filosofia, l’esoterismo che sono sintomo di distacco dalla realtà. Questa fase, denominata periodo prodromico, è delicata e dura circa due o tre anni prima dell’insorgenza dei sintomi conclamati.
Questi sintomi sono associati al disturbo delle normali emozioni e del comportamento, sono più difficili da riconoscere come parte della malattia e possono essere scambiati per depressione o altri sintomi patologici.
I sintomi negativi della schizofrenia comprendono:
Apatia
Appiattimento affettivo
Deficit nella produttività e fluidità dell’eloquio
Perdita d’iniziativa
Povertà ideativa
Difficoltà a mantenere l’attenzione
Compromissione dei rapporti interpersonali, del funzionamento sociale e lavorativo
In pratica il soggetto non reagisce a quelle situazioni che negli altri suscitano emozioni, perde interessi ed energie e tende a ridurre sempre più i propri rapporti sociali, fino all’isolamento.
Gli individui con sintomi negativi possono necessitare di aiuto per attività giornaliere come l’igiene personale.

Infine, l’ultima classe di sintomi è rappresentata dai sintomi cognitivi. Essi sono sintomi subdoli, difficili da riconoscere come tipici della schizofrenia, similmente a quanto visto per i sintomi negativi.
Tra i sintomi cognitivi si ritrovano:
ridotte funzioni esecutive (capacità di comprendere informazioni e usarle per prendere decisioni);
difficoltà a stare attenti e a concentrarsi;
problemi relativi alla memoria di lavoro (capacità di utilizzare le informazioni subito dopo il loro apprendimento)
I sintomi cognitivi spesso rendono difficile condurre una vita normale e possono causare grave stress emotivo.
Sebbene i sintomi positivi siano generalmente la caratteristica clinica più evidente della schizofrenia, attualmente viene rivolta molta attenzione ai sintomi cognitivi. I deficit cognitivi si manifestano, infatti, con un’elevata presenza, sono relativamente stabili nel tempo e sono indipendenti dai sintomi psicotici. E’ stato dimostrato che i sintomi cognitivi rappresentano il miglior indicatore di risultati funzionali a lungo termine.

Le cause della Schizofrenia

Attualmente, diverse sono le ipotesi relative allo sviluppo della malattia. Si parla infatti di una eziopatogenesi  multifattoriale, dove diversi sono i fattori che contribuiscono a creare un terreno favorevole per lo sviluppo della schizofrenia. Tra questi fattori si ritrovano l’ereditarietà, eventi avvenuti durante il periodo della gestazione, stress ambientale (ad esempio l’esposizione ad agenti tossici o sostanze inquinanti), stress psicologico ed altro ancora.
Secondo alcuni ricercatori, vi è un’alterazione dei processi di sviluppo neurologico che si completano durante il periodo dell’adolescenza. Inoltre è stato anche osservato che parti difficili aumentano di due o tre volte il rischio di sviluppare la malattia. Si pensa che questo possa essere dovuto al fatto che il cervello subisce un danno durante il suo sviluppo. Ad esempio, l’ipossia perinatale sembra essere un fattore importante. La componente genetica è sicuramente il fattore più accreditato per quanto riguarda l’eziopatogenesi della schizofrenia; è noto, infatti, che i familiari dei pazienti con schizofrenia hanno un rischio maggiore di ammalarsi rispetto alla popolazione normale. Non esiste tuttavia un fattore specifico che possa essere identificato come causa della schizofrenia: è probabile invece che ciascuno di questi fattori aumenti il rischio di sviluppo dei sintomi della malattia.
L’abuso di droghe, in particolare di quelle psicotrope come cocaina e Ketamina, può rappresentare un rischio ulteriore a sviluppare la malattia conclamata e può peggiorare il quadro clinico di un soggetto predisposto alla schizofrenia. La genetica e l’ambiente famigliare e culturale in cui si vive possono facilitarne l’insorgenza, ma non è scontato che accada.

Cura e trattamento


La cura della schizofrenia può essere schematizzata in diversi momenti. Nella fase acuta l’ospedalizzazione può risultare necessaria, ma nella maggior parte dei casi si interviene con terapia ambulatoriale.
Per ristabilire l’equilibrio biochimico è fondamentale una terapia farmacologica e i nuovi neurolettici (clozapina, risperidone, olanzapina, quetiapina, aripiprazolo) vengono considerati la prima opzione terapeutica, poiché più tollerabili e dotati di azione positiva anche sulle funzioni cognitive. Nella cura della schizofrenia vengono impiegati farmaci che agiscono sui deliri e sulle allucinazioni, o, se è presente notevole agitazione, farmaci ad azione sedativa come la clorpromazina. Per la sintomatologia negativa sono utilizzati alcuni tipi di neurolettici che sembrerebbero avere un’azione più mirata sulla stessa (pimozide, bromperidolo e levosulpiride).
Associato alla terapia farmacologica, per la cura della schizofrenia è fondamentale un intervento psicologico-riabilitativo con il paziente. Gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale mirano allo sviluppo di abilità di base (per esempio di cura personale come lavarsi e vestirsi) e sociali (Social Skills Training) e al controllo di comportamenti problematici quali aggressività, autolesionismo, iperattività, stereotipie. Il trattamento della schizofrenia di tipo cognitivo comportamentale prevede anche degli interventi di tipo psicoeducativo nei confronti della famiglia del paziente, che ha bisogno di aiuto per affrontare la malattia e ha un ruolo importante nella cura del familiare malato. Chi soffre di schizofrenia è infatti vulnerabile agli stressors ambientali e familiari ed è fondamentale che il paziente e i familiari imparino a riconoscere le manifestazioni della malattia e i segnali di una eventuale ricaduta. I familiari sono alleati e co-protagonisti della cura della schizofrenia e possono essere aiutati a migliorarne le strategie di gestione. I programmi di trattamento familiare hanno anche lo scopo di massimizzare l’aderenza al trattamento farmacologico del paziente.